“1968 – 2018”: in sala tre film sugli anni della contestazione

Ora e sempre – Riprendiamoci la vita di Silvano Agosti, Il saluto di Matt Norman e Arrivederci Saigon di Wilma Labate saranno nelle prossime settimane nei cinema di Pietrasanta, Camaiore e Seravezza. A 50 anni dal ’68

 

I dieci anni della contestazione studentesca e operaia nelle immagini dell’epoca. Il clamoroso gesto di Tommie Smith e John Carlos alle Olimpiadi del Messico. E il viaggio incredibile di quattro ragazze toscane, catapultate insieme alla loro rock band nell’inferno del Vietnam.

Tre film molto diversi, che raccontano gli stessi anni, lo stesso clima: quel ’68 di cui ricorrono i 50 anni. E che daranno vita a una breve rassegna cinematografica nelle sale della Versilia.

Dopo il ciclo di incontri dedicati al ’68 in Versilia, l’associazione Rolando Cecchi Pandolfini e l’Arci insieme con il circuito Spazio cinema Versilia organizzano un nuovo evento, per ricordare e raccontare quegli anni, soprattutto a chi non c’era.


Dalla rivolta degli studenti all’omicidio Moro

Si inizia giovedì 25 ottobre, alle Scuderie Granducali di Seravezza (con repliche il 27 e il 28 ottobre sempre a Seravezza, e il 7 novembre al Borsalino di Camaiore) con Ora e sempre. Riprendiamoci la vita, film “summa” del regista Silvano Agosti.

Un documentario costruito con frammenti d’epoca, per raccontare i dieci anni trascorsi dagli inizi della contestazione studentesca al rapimento e alla morte di Aldo Moro, nel 1978.

Agosti ricostruisce la protesta giovanile e operaia, gli scontri di piazza, e ripropone le testimonianze di filosofi come Emanuele Severino e Massimo Cacciari, di contestatori come Franco Piperno e Mario Capanna e di artisti come Dario Fo e Franca Rame.

“In futuro”, ha spiegato Agosti, “se ci sarà uno storico onesto, sentirà come legittima la necessità di avvicinare i dieci anni trascorsi dal 1968 al 1978 ai grandi eventi che hanno saputo cambiare il mondo come la rivoluzione francese e la rivoluzione russa”.

 

Dalla provincia toscana a Saigon

Un giorno del 1968 cinque ragazze, quattro delle quali minorenni, salirono su un aereo che le avrebbe portate in Estremo Oriente, convinte di imbarcarsi in una tournée fra Hong Kong, le Filippine e il Giappone. Erano Le Stars, uno dei rari gruppi femminili italiani dell’epoca, provenivano da cittadine della Toscana rossa, e si ritrovarono catapultate nel Vietnam del Sud, “arruolate” per esibirsi di fronte alle truppe americane.

A raccontare la loro storia incredibile è Wilma Labate, nel film Arrivederci Saigon.

Mercoledì 31 ottobre, in occasione della prima proiezione, il cinema Comunale di Pietrasanta ospiterà una serata speciale con lo scrittore Giampaolo Simi, e due delle Stars, la chitarrista Viviana Tacchella e Rossella Canaccini, l’allora giovanissima frontwoman del gruppo.

Arrivederci Saigon sarà replicato mercoledì 21 novembre al Borsalino di Camaiore.

 

Il pugno chiuso di Smith e Carlos

È il 16 ottobre 1968. Alle Olimpiadi di Città del Messico, gli atleti afroamericani Tommie Smith e John Carlos salgono sul podio per ricevere la medaglia d’oro e quella di bronzo per i 200 metri.

Alle prime note dell’inno americano, Smith e Carlos chinano il capo e alzano il pugno guantato di nero, simbolo del Black Power, per protestare contro la segregazione razziale negli Usa e far conoscere al mondo la lotta degli afroamericani per l’eguaglianza.

A quel gesto, a quella immagine divenuta una delle icone del XX secolo, il regista Matt Norman si è ispirato per il suo film, Il saluto. Raccontando però la storia del terzo uomo sul podio, l’australiano Peter Norman, medaglia d’argento. Che pagherà a caro prezzo la solidarietà offerta ai due atleti neri.

Il saluto, è in programmazione mercoledì 14 novembre al Borsalino di Camaiore e giovedì 15 novembre alle Scuderie Granducali di Seravezza.

 

Foto grande: Arrivederci Saigon, di Wilma Labate con “The stars”