A Camaiore la “notte bianca” dedicata a Gaber

Venerdì 5 luglio, primo appuntamento per il Festival Gaber, nel centro storico di Camaiore, con “Le strade di notte”, spettacolo itinerante firmato da Gian Piero Alloisio

 

Più di 100 artisti, professionisti e amatoriali: cantanti, pittori, artisti di strada, musicisti, attori, corali, bande, ballerini, cantautori e mimi. Tutti a interpretare, a modo loro, il repertorio del grande Giorgio Gaber.

È Le strade di notte, lo spettacolo itinerante, per le vie e le piazze del centro storico di Camaiore, che inaugura la 16a edizione del Festival Gaber, venerdì 5 luglio. Un’edizione speciale, che cade a 80 anni dalla nascita del cantante, autore e attore

Lo spettacolo, ideato e diretto da Gian Piero Alloisio, che con Gaber ha condiviso tanti anni di attività artistica, è articolato in 14 stazioni, più una itinerante, a partire da piazza San Bernardino.

La compagnia de Le strade di notte è formata da artisti provenienti dalla Toscana, e in particolare dalla Versilia, ma anche dalla Liguria, dal Piemonte e dalla Lombardia. Il repertorio del cantautore, di testi e canzoni, sarà proposto in una cronologia ragionata, dagli esordi degli anni ’50 fino alle ultime opere.

Per oltre tre ore musica, teatro e spettacolo animeranno le vie del centro storico di Camaiore interpretando canzoni e monologhi di Gaber e Luporini, ciascuno secondo la propria arte.

Il pubblico sarà suddiviso e organizzato in gruppi di circa 50 spettatori. Ognuna delle stazioni avrà la durata di cinque minuti circa. Gli artisti replicheranno la loro performance a ogni arrivo del gruppo di spettatori.

 

Le 14 stazioni
Prologo in piazza San Bernardino

Con Gian Piero Alloisio, Gianni Martini, Mattia Maggini, Coro Quinto Suono, Iacopo Gori, Andrea Battisti, Lucia Paolini, Centro Studi Danza “Le Muse” di Camaiore e la Filarmonica Puccini.

La Filarmonica Puccini, storica banda musicale di Camaiore fondata nel 1846 e diretta da Emanuele Lovi, accoglierà gli spettatori in piazza XXIX Maggio e li accompagnerà, suonando Barbera e Champagne, fino al palco centrale in Piazza San Bernardino.
Qui il Gran Cerimoniere e la Signora delle Giocolerie consegneranno le bandiere alle 14 guide. Dopo il saluto del sindaco Alessandro Del Dotto, Paolo Dal Bon, presidente della Fondazione Giorgio Gaber, formerà i gruppi di spettatori e li affiderà alle guide.

 

1) Giardino Interno di Via IV Novembre
La Cosa con Elena Martelli

Negli anni ’70, con Sandro Luporini, Giorgio Gaber ha inventato un nuovo genere drammaturgico: il teatro-canzone. Ma Gaber e Luporini hanno scritto anche spettacoli di sola prosa: il monologo proposto dall’attrice milanese Elena Martelli, adattato da Gian Piero Alloisio, è tratto dallo spettacolo Il Grigio del 1988.

 

2) Parco Giochi Giovanni XXIII
Ciao ti dirò con la crew hip hop Think@

All’inizio della sua carriera, Giorgio Gaber è stato il chitarrista della band di Adriano Celentano. Ma dato che Adriano arrivava sempre tardi alle prove, spesso toccava a lui sostituirlo. Fu così che Gaber divenne un cantante. La crew hip hop Think@ della scuola di danza Soy Guajiro, propone, con la coreografia di Alessio Da Prato, una versione molto speciale di Ciao ti dirò, il brano che nel 1959 lo portò al successo.

 

3) Scuderie Borbone
Le strade di notte con Gian Piero Alloisio

Al loro debutto, Tony Dallara, Adriano Celentano, Ricky Gianco, Little Tony e Giorgio Gaber, furono definiti dalla stampa “Gli Urlatori”. Si ispiravano al mitico Elvis e facevano boogie-woogie, rock and roll, rythm and blues. Nel 1960 però Gaber dimostrò la sua speciale anima di cantautore con un brano malinconico e profondo ispirato dalle strade della sua Milano.
Con quella canzone, nel 1963 Gigliola Cinquetti vinse il Festival di Castrocaro Terme.

 

4) Casa Covani in Piazza Diaz
Mi fa male il mondo con Simone Pucci

La rappresentazione vuole raccontare le molte sfaccettature di Giorgio Gaber: cantante, autore, drammaturgo, regista e attore. Il viareggino Simone Pucci propone una riduzione del monologo-canzone Mi fa male il mondo, tratto dallo spettacolo del 1994 E pensare che c’era il pensiero.

 

5) Giardino Murato di San Francesco
La strana famiglia con Federico Sirianni e gli artisti della Factory 291

Uno dei più grandi amici di Giorgio Gaber è stato Enzo Jannacci. Ancora sconosciuti, fra il 1958 e il 1960, formarono I due corsari, un duo di rock and roll che riproposero, una volta diventati entrambi famosi, nel 1983. La collaborazione continuò poi in varie forme. Nell’album Guarda la fotografia, pubblicato nel 1991 da Enzo Jannacci, troviamo La strana famiglia, firmata da Giorgio Gaber con Ombretta Colli e Gian Piero Alloisio. Federico Sirianni lo ripropone in una versione aggiornata, che non tradisce l’originale. Sei pittori versiliesi della Factory 291 diretta da Cristiana Pieroni, su differenti tele, creeranno un’unica opera ispirata alla canzone.

 

6) Sala della Musica Don Bevilacqua
L’impotenza con Gianni Martini

Dopo Il Signor G e Storie vecchie nuove del Signor G, che rappresentano il passaggio da Gaber cantante a Gaber cantante e attore, il vero successo del teatro-canzone di Gaber e Luporini arrivò nel 1973 con Far finta di essere sani. Quello spettacolo comprende L’impotenza, un brano che l’artista milanese eseguiva da solo con la chitarra abbassando di un tono la quinta corda dello strumento da la a sol. Lo eseguirà Gianni Martini, chitarrista storico di Giorgio Gaber.

 

7) Teatro dell’Olivo
La vita con Manuela Bollani e Massimiliano Grazzini

Oltre a scrivere per sé, Giorgio Gaber è stato anche autore per altri artisti. In particolare, negli anni ‘80, Ombretta Colli interpretò, con la regia del marito, una commedia di grande successo, Una donna tutta sbagliata. La cantante camaiorese Manuela Bollani, accompagnata al pianoforte da Massimiliano Grazzini, propone La vita, una canzone scritta in quegli anni da Giorgio Gaber e Gian Piero Alloisio.

 

8) Via Vittorio Emanuele 176
Dove l’ho messa con Martino Iacchetti

Da ragazzo, Gaber abitava con la famiglia in via Londonio, a Milano. Nel piccolo capolavoro musicale e teatrale Dove l’ho messa ritroviamo un accenno biografico alla casa di via Londonio. Il brano, tratto dallo spettacolo Anche per oggi non si vola del 1974, è eseguito dal giovane artista milanese Martino Iacchetti, un figlio d’arte che con il teatro-canzone ha una certa “familiarità”.

 

9) Palazzo Tori Massoni
La nave al Piccolo Cinema Giorgio Gaber

Gaber era un uomo piuttosto riservato: gli accenni autobiografici, nelle sue canzoni, sono abbastanza rari, talvolta si mescolano con riferimenti autobiografici del suo co-autore, Sandro Luporini, e dei suoi amici come Giorgio Casellato e altri. Il brano La nave, interpretato in video dallo stesso Gaber, dove compare la figura di un misterioso nonno, viene proposto nella sua versione originale all’interno di un piccolo cinema allestito per l’occasione.

 

10) Via Vittorio Emanuele, lato chiesa
Non insegnate ai bambini con Lamarea

Prima di andarsene, Gaber ci ha lasciato un’ultima canzone. Una specie di testamento artistico da consegnare ai giovani e, forse, in particolare ai suoi due nipoti, che nel 2003 erano ancora bambini. L’esecuzione di questa poesia cantata è affidata a una band emergente di Camaiore, Lamarea, che ha elaborato il brano secondo il proprio modo di sentire.

 

11) Piazza San Bernardino, palco
La parola io con Keos Dance Project

Viviamo un periodo in cui la parola “noi” sembra essere scomparsa. Leader politici, artisti, stilisti, scrittori, opinionisti, accentrano tutto il mondo su di sé. Del predominio della parola “io” Gaber e Luporini dovevano aver avuto sentore già nel 2002, grazie alla loro particolare capacità di analizzare a fondo se stessi, il loro vivere quotidiano, restituendo a noi tutti una visione chiara delle insidie della comunicazione di massa. Così la parola “io”, da monosillabo innocente della nostra infanzia, diventa l’Ego smisurato che divora tutto. Keos Dance Project (uno dei Centri di formazione e produzione danza tra i più importanti in Toscana) diretto da Stefano Puccinelli, e la voce di Giorgio Gaber in La parola io

 

12) Via delle Muretta, scala
La paura con Antonio Carli

I testi di Gaber-Luporini hanno spesso individuato, con largo anticipo, umori sociali che sono poi diventati sentimenti di massa. Nello spettacolo Polli d’allevamento del 1978, c’è un monologo che potrebbe essere stato scritto adesso, in questi nostri tempi dominati dal bisogno di sicurezza e di protezione. L’imperiese Antonio Carli, attore di teatro e di televisione, propone La paura, a confermare la capacità profetica del nostro Signor G.

 

13) Via XX Settembre, davanti alla scalinata
‘A pizza! con il Coro Quinto Suono

Nell’aprile 1965 Giorgio si sposa con la moglie Ombretta e, nel gennaio del 1966, nasce la figlia Dalia. In questo periodo Gaber non scrive grandi canzoni poetiche o impegnate: sembra volersi rilassare e godere della vita familiare. A conferma di ciò, nell’estate del 1966, lo troviamo al XIV Festival della Canzone napoletana con un brano un po’ strano per lui: ’A Pizza!
Attivo da più di quindici anni, il Coro Quinto Suono diretto da Massimo D’Alessandro è un habitué della manifestazione.

 

14) Arco di via Vittorio Emanuele 8
Indovina la canzone, gioco mimico con Iacopo Gori

Nel gioco Indovina la canzone, in cui il mimo viareggino Iacopo Gori coinvolge direttamente gli spettatori, troviamo i grandi successi che negli anni ’60 hanno reso celebre Gaber come cantante televisivo.

 

Stazione itinerante fra piazza XXIX maggio e piazza Diaz
I Chicchi d’Uva con Andrea Battisti e Lucia Paolini

Giocoleria e arte di strada

 

Epilogo in piazza San Bernardino
Gian Piero Alloisio presenta la Compagnia e le Guide

 

Foto di Stefano Dalle Luche