A Jiménez Deredia il premio Pietrasanta e la Versilia nel mondo

Sarà consegnato domenica 13 ottobre allo scultore costaricano Jiménez Deredia il 29° premio Pietrasanta e la Versilia nel mondo, indetto dal circolo Fratelli Rosselli di Pietrasanta

 

È lo scultore costaricano Jiménez Deredia il vincitore del 29° premio Pietrasanta e la Versilia nel mondo, promosso dal circolo Fratelli Rosselli.

Deredia lavora da oltre 40 anni con gli artigiani e i laboratori di Pietrasanta. E, come sottolinea il presidente del circolo Fratelli Rosselli, Alessandro Tosi, “qui ha realizzato le sue stupefacenti opere monumentali, facendo conoscere il lavoro dei nostri artigiani e la nostra città nel mondo. È riuscito a tradurre in bronzo, granito e marmo con la collaborazione degli artigiani di Pietrasanta il senso del mistero e della vita dell’uomo”.

Il premio sarà consegnato domenica 13 ottobre, durante la tradizionale cerimonia nel Chiostro di Sant’Agostino a Pietrasanta (ore 10,15, Sala dell’Annunziata). A presentare Deredia sarà il critico Giovanni Bovecchi. Dopo la premiazione si terrà un concerto in onore dell’artista.

 

Il premio

Il riconoscimento viene assegnato, dal 1991, ad artisti che, lavorando a Pietrasanta con i suoi artigiani e i suoi laboratori di marmo e bronzo, contribuiscono al primato della città nella lavorazione artistica.

Nell’albo d’oro figurano nomi quali Fernando Botero, Igor Mitoraj, Francesco Messina, Giò Pomodoro, Kan Yasuda, Novello Finotti, Giuliano Vangi, Claudio Capotondi, Park Eun Sun.

“Pietrasanta mi ha permesso di tradurre tutti i miei sogni in marmo e bronzo”, commenta Deredia. “Ringrazio la città, i suoi incredibili artigiani che per me, per tradurre il mio pensiero sulla vita, sull’essere e sulla materia hanno mangiato tanta polvere. Lo ammetto, sono esigente. Le mie opere richiedono rigore e una qualità di lavorazione di altissimo livello che è possibile trovare solo a Pietrasanta”.

 

Jiménez Deredia

Jorge Jiménez Martínez, in arte Deredia, è nato a Heredia, in Costa Rica, nel 1954. Si diploma in scultura al Conservatorio Castella. Inizia l’attività di scultore negli anni ’70 realizzando opere che evidenziano sia lo sviluppo di forme organiche modificate dall’ambiente, dalla forza di gravità e dalla crescita, sia influenze dell’arte precolombiana. Nel 1976, si trasferisce in Italia grazie a una borsa di studio.

Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Carrara e, dal 1980 al 1986, frequenta la facoltà di architettura all’Università di Firenze.

Nel 1985 compone le prime Genesi, opere che descrivono fasi distinte di mutazione della materia nello spazio attraverso il tempo, e pone le basi per la creazione della sua ideologia artistica, il Simbolismo Trasmutativo. Partecipa alle Biennali di Venezia del 1988, 1993 e 1999.

In occasione del Grande Giubileo del 2000, realizza la statua di San Marcellino Champagnat, da collocare nella facciata sud della basilica di San Pietro: Deredia diventa così il primo artista non europeo presente in Vaticano.

Nel 2006, dopo una grande mostra personale a Firenze, riceve la nomina di Accademico Corrispondente della Classe di Scultura.

Da giugno a novembre del 2009, realizza un’importante mostra personale a Roma. Seguono mostre a Valencia e Città del Messico.

La comprensione della sfera conduce lo scultore alla concettualizzazione del Simbolismo Trasmutativo, una linea di pensiero oggi espressa nella Ruta de la Paz, un immenso progetto che prevede nove complessi scultorei di grandi dimensioni in altrettanti paesi del continente americano, dal Canada fino all’Argentina.

Durante la sua carriera Derida ha scolpito in marmo e fuso in bronzo opere monumentali per musei e luoghi pubblici di tutto il mondo.

A Pietrasanta ha esposto in più occasioni, sia nel centro storico sia alla Versiliana. Una sua opera è collocata alla rotonda tra via Unità d’Italia e la via Aurelia.