A Villa Bertelli la cultura vegetariana

Sabato 19 gennaio a Forte dei Marmi, per la rassegna Scrivere il cibo, Alberto Capatti presenta il suo libro Vegetit. Con lui il macellaio Michelangelo Masoni e Simona Barberi

 

L’Italia è uno dei paesi europei dove il movimento vegetariano si è diffuso più lentamente e più faticosamente. Come mai? E qual è la sua storia? Lo racconta Alberto Capatti, storico dell’alimentazione e primo rettore dell’Università di Scienze gastronomiche fondata da Slow Food a Pollenzo, in Piemonte, nel suo libro Vegetit.

Capatti sarà sabato 19 gennaio alle 17,30 alla Villa Bertelli di Forte dei Marmi per la rassegna Scrivere il cibo. A presentare il suo libro, ma anche a dialogare con chi non la pensa proprio come lui. All’incontro parteciperà infatti anche il macellaio viareggino Michelangelo Masoni. Ma anche Simona Barberi, anima del Mosaica di Lido di Camaiore e promotrice dell’evento Dialoghi sulla coscienza.

A presentare l’incontro, il curatore della rassegna Corrado Benzio.

Al termine sarà offerta una degustazione di prodotti come il miele biologico di Martina Bigi di Massa e i dolci, vegani e non, della pasticceria Galliano di Viareggio.

 

Il libro

“I vegetariani (e i carnivori) dovrebbero esser curiosi delle loro origini e della loro storia italiana”, scrive Capatti nella prefazione di Vegetit.
“In essa sono assenti alcuni protagonisti d’oggi, radicali, i vegani, ed è forse debole, ma tutt’altro che marginale, lo scandalo denunciato dagli animalisti, la macellazione.

È parimenti difficile comparare i consumi non solo di una civiltà contadina, vegetariana coatta, ma di una borghesia che alla verdura conferiva un ruolo nutrizionale subalterno alla carne, essendo questa se non un attributo di classe, un godimento privilegiato, appena esteso, con frattaglie, cotiche e cascami, al focolare di operai e artigiani.

Eppure la nascita di associazioni, di comunità vegetariane, è, in Europa, un indicatore culturale di primaria importanza che qualifica il progresso civile e lo spirito critico dei consumatori che procedono ad un riesame degli alimenti assegnando loro un valore nutrizionale proprio, sociale, spirituale.

L’Inghilterra, la Germania hanno aperto la strada, contribuendo alla sensibilizzazione di molti paesi europei.

L’Italia, fra le ultime nazioni ad associare i vegetariani, grazie ad essi opera una disanima del proprio cibo e conferisce a questa un significato che va ben al di là delle calorie e delle vitamine”.

 

L’autore

Alberto Capatti ha insegnato storia della cucina e della gastronomia all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo di cui è stato il primo rettore. Ha curato l’Autobiografia di Pellegrino Artusi (Milano, 1993) e con Massimo Montanari La cucina italiana: storia di una cultura (Roma, 1999). È autore, tra l’altro, de L’osteria nuova (Bra, 2000).