Al Cro di Pietrasanta Paolo Brogi e il libro su Giuseppe Pinelli

Giovedì 12 settembre Paolo Brogi presenta il suo libro “Pinelli. L’innocente che cadde giù” al Cro di Pietrasanta, con Giuliano Rebechi

 

A 50 anni dalla strage di piazza Fontana, le carte degli Affari Riservati, il servizio segreto del Viminale, fanno nuova luce su depistaggi e montature, in una vicenda che ha segnato la storia del nostro paese.

A rivelarle, raccontando la storia di Giuseppe Pinelli detto “Pino”, ferroviere, morto a 41 anni precipitando da una finestra al quarto piano della Questura di Milano, è Paolo Brogi, giornalista e scrittore. Brogi ha pubblicato il libro Pinelli. L’innocente che cadde giù, edito da Castelvecchi.

E giovedì 12 settembre sarà al Cro di Pietrasanta (via Garibaldi 65) per parlarne, dialogando con Giuliano Rebechi, presidente dell’Associazione Rolando Cecchi Pandolfini. L’appuntamento è alle 18,30, l’ingresso è libero.

 

Il libro

Un verbale rimasto sepolto tra le carte dell’Archivio Centrale dello Stato illumina, cinquant’anni dopo, le zone d’ombra di un caso attorno al quale si è costruita un’intera letteratura di menzogne e contraddizioni. Nella stagione degli attentati di matrice fascista, dopo la carneficina di piazza Fontana, gli uomini degli Affari vengono trasferiti in massa da Roma a Milano per insediarsi come “padroni delle indagini” e allestire una pista che colleghi la strage agli ambienti anarchici.

Pinelli resta vittima di questa trama. La sua morte viene archiviata come frutto di un malore da due inchieste che risparmiano gli Affari Riservati. Oltre l’odissea giudiziaria, una difficile e sofferta vicenda umana: la lotta per la verità delle figlie Claudia e Silvia, iniziata insieme alla madre Licia quando avevano solo otto e nove anni, viene qui restituita dalla loro stessa voce.

 

Paolo Brogi

Giornalista e scrittore, dopo l’impegno nella redazione di Lotta Continua ha lavorato per Reporter, L’Europeo e il Corriere della Sera. Tra i suoi ultimi libri, La lunga notte dei Mille (2011), Eroi e poveri diavoli della Grande Guerra (2015) e ’68. Ce n’est qu’un début (2017).