Arte e psicanalisi per il Mosè di Michelangelo

Sabato 10 novembre a Villa Bertelli, conferenza di Marino Rossi su “Psicanalisi di un uomo di marmo: il Mosè di Michelangelo nell’indagine di Freud”

 

“Perché non parli?”. Secondo la leggenda, la perfezione del suo Mosè, appena realizzato nella basilica di San Pietro in Vincoli a Roma,spinse Michelangelo a porre questa domanda al colosso scolpito nel marmo.

Molti secoli dopo, Sigmund Freud si occupò a lungo della magnifica scultura marmorea.

Lo stretto legame tra l’arte di Michelangelo, il suo capolavoro e la riflessione di Freud saranno al centro della conferenza Psicanalisi di un uomo di marmo: il Mosè di Michelangelo nell’indagine di Freud che Marino Rossi terrà sabato 10 novembre alle 18 alla Villa Bertelli di Forte dei Marmi (ore 18, ingresso libero).

L’incontro, organizzato dall’assessorato alla Cultura di Forte dei Marmi in collaborazione con la Fondazione Villa Bertelli, rientra tra gli appuntamenti promossi per le celebrazioni del 500° anniversario della venuta di Michelangelo in Versilia.

Freud ammirò per la prima volta la scultura nel 1901 e ne rimase talmente estasiato da non farsi mai mancare una visita all’opera, ogni volta che si trovava a Roma.

Il soggetto lo appassionò in maniera viscerale: anni di studio e di riflessione portarono al saggio del 1913 Il Mosè di Michelangelo, straordinaria interpretazione psicoanalitica dell’opera del genio fiorentino, e a L’uomo Mosè e la religione monoteistica, scritto tra il 1934 e il 1938 e pubblicato l’anno seguente.

Marino Rosso ha insegnato Filosofia del linguaggio nelle facoltà di Lettere e filosofia e Scienze della formazione dell’Università di Firenze. Si è occupato prevalentemente del pensiero di Wittgenstein, di cui ha tradotto e commentato le Osservazioni filosofiche. Altri oggetti privilegiati dei suoi studi sono la psicologia del profondo di Freud e Jung, la fenomenologia di Husserl e le filosofie classiche dell’India e della Cina. Attualmente svolge cicli di lezioni nei licei fiorentini e prosegue la sua collaborazione con il gruppo di Quinto Alto, nel cui ambito tiene da molti anni periodici incontri presso il Gabinetto Viesseux di Palazzo Strozzi.