Camaiore, edizione “speciale” per i tappeti di segatura

Nella notte tra il 13 e il 14 giugno 2020, vigilia del Corpus Domini, i tappetari di Camaiore saranno al lavoro come sempre per realizzare le loro opere in sette chiese. I tappeti di segatura saranno visibili nei giorni successivi, senza affollamenti

 

I tappeti di segatura non si fermano davanti alla pandemia: lo ha annunciato il Comune di Camaiore, che ha studiato, insieme con i “tappetari”, una edizione speciale della manifestazione.

Nella notte precedente il Corpus Domini, tra il 13 e 14 giugno, i gruppi realizzeranno versioni ridotte dei tappeti. Che, anziché lungo le strade del centro, saranno collocati all’interno di sette chiese del centro storico (Collegiata, Stella, Suffragio, Chiesina di San Michele, chiese dell’Angelo, dei Dolori e di Santa Croce) e sotto il colonnato esterno del Museo d’Arte Sacra.

La lavorazione avverrà in piccoli gruppi, con i dispositivi di sicurezza e nel massimo rispetto delle norme di distanziamento. Gli spazi non saranno aperti al pubblico durante la notte, ma sarà possibile seguire la lavorazione grazie a una diretta Facebook sulla pagina istituzionale del Comune di Camaiore.

In piazza San Bernardino saranno inoltre proiettati video d’archivio.

Nei giorni successivi il pubblico potrà ammirare le opere dei tappetari in piena sicurezza, accedendo agli spazi in maniera scaglionata e senza assembramenti.

 

La tradizione dei tappeti di segatura

La preparazione di questi “quadri” inizia normalmente molti mesi prima: dopo la scelta del soggetto si procede alla preparazione dei pannelli di compensato traforati, che serviranno da stampi per la realizzazione delle immagini. La segatura viene poi unita ai colori all’anilina, disciolti in acqua, per creare le infinite sfumature delle opere.

La processione del Corpus Domini si svolge a Camaiore sin dalla fine del ’400, come attesta un documento conservato nell’Archivio Storico del Comune.

La tradizione dei tappeti si afferma nel corso dell’Ottocento. Sembra che l’usanza sia nata con i servitori spagnoli al servizio dei Borbone. I domestici avevano l’abitudine di realizzare tappeti di fiori per accogliere i loro signori, che venivano a soggiornare nelle ville della Versilia. Furono proprio alcuni servitori a suggerire agli abitanti di Camaiore di addobbare le strade della città con tappeti di fiori, in occasione della processione del Corpus Domini.

A partire dagli anni ’30 del ’900, la “pula” sostituisce progressivamente i fiori, fino a diventare il materiale unico con cui realizzare i tappeti. Nel corso degli anni l’iniziativa riveste un sempre maggiore interesse, alimentato anche dalla sfida tra i vari gruppi cittadini. Contemporaneamente la tecnica viene perfezionata: i tappeti, lunghi fino a 50 metri, riproducono immagini sempre più complesse, nei quali i disegni schematici e ripetitivi lasciano lo spazio a rappresentazioni con una evidente ricerca del chiaroscuro e della plasticità.

La tradizione si ripete ogni sabato precedente il Corpus Domini: i vari gruppi di artigiani realizzano le loro opere in una sola notte, destreggiandosi tra sagome di compensato intagliato, segatura e colori in una vera e propria notte bianca ante litteram. All’alba della domenica, i tappeti sono pronti per essere ammirati, ma solo per poche ore, prima di essere distrutti dalla processione dei fedeli.