Carnevale di Viareggio 2021: tutti i bozzetti

Carri, maschere e mascherate: ecco i bozzetti delle opere che sfileranno al Carnevale di Viareggio 2021, a partire dal 30 gennaio

 

Nelson Mandela, Charlie Chaplin, Luìs Sepulveda, Anna Frank, Rita Levi Montalcini, Ezio Bosso, Angela Merkel, Giuseppe Conte, Chiara Ferragni… sono solo alcuni dei protagonisti della prossima edizione del Carnevale di Viareggio. Le sfilate, sui viali del lungomare, sono in programma il 30 gennaio e il 7, 11, 14, 16 e 20 febbraio 2021.

Fra carri di prima e seconda categoria, mascherate e maschere isolate, le “firme” del Carnevale viareggino affrontano, come sempre, l’attualità e la storia, temi frivoli o drammatici.

Pubblichiamo qui i bozzetti, ai quali i carristi e gli altri “carnevalari”, sono al lavoro, con la scheda di presentazione

 

Carri di prima categoria

C’era una volta in America, di Jacopo Allegrucci

Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci, ma non abbiamo imparato l’arte di vivere come fratelli”.
Questo diceva Martin Luther King il secolo scorso. Ma nell’America di oggi ben poco è cambiato. E la brutalità dei gravi episodi del 2020 testimoniano che per la comunità afroamericana il sogno americano ancora non si è realizzato.

 

Amazonas, di Alessandro Avanzini

I popoli indigeni del Brasile, depositari della conoscenza della Terra, minacciati fin dai tempi della Conquista dagli interessi finanziari, continuano a resistere. A luglio 2020 si sono verificati 6.803 roghi (Fonte: IlSole24ore), nel luogo più ricco di biodiversità, incessantemente attaccato in nome dello “sviluppo economico”.
Le parole di Chico Mendes erano profetiche: “all’inizio pensai che stavo combattendo per salvare gli alberi della gomma, poi ho pensato che stavo combattendo per salvare la foresta pluviale dell’Amazzonia. Ora capisco che sto lottando per l’umanità.” Ascoltiamo i popoli della foresta che ci stanno dicendo: “ixé aiku iké”, io sono qui!

 

Sotto sotto, di Luca Bertozzi

Quante volte ci siamo domandati: ma sotto sotto che ci sarà? E siamo stati catturati da teorie e diffidenze.
Il costruttore, usando il mare come metafora della vita, ci fa vedere quello che c’è realmente sotto sotto. In mezzo alla comunità di tartarughe in viaggio scorgiamo che una si allontana dal gruppo, spinta da curiosità e scetticismo, ma si trova davanti solo brutte sorprese.

 

Artemide: la natura si ribella, di Luigi Bonetti

L’eterna lotta tra il bene e il male, tra la morte e la vita, va avanti dalla notte dei tempi.
E con il linguaggio della narrazione mitologica il costruttore mette in scena la battaglia per la sopravvivenza che Demetra, dea della Terra, ha ingaggiato contro il demone della morte.
A combattere è Artemide, che con forza e rabbia si scaglia contro il nemico da abbattere.

 

Wonderful World, di Umberto, Stefano, Michele Cinquini e Silvia Cirri

Ha sacrificato 27 anni della sua vita rinchiuso in una piccola cella, coltivando la speranza di dimostrare all’umanità che il mondo in realtà è un posto meraviglioso. Il messaggio che ci ha lasciato Nelson Mandela, protagonista della costruzione, è oggi più forte che mai. E, osservano i costruttori, ce ne rendiamo conto solo ora, dopo essere rimasti chiusi in casa nei mesi del lockdown.

 

Esci da questo corpo!!, di Fabrizio Galli

La pandemia che ha sconvolto il nostro tempo; la lotta del mondo scientifico contro il virus; l’impegno di medici e infermieri per bloccarne la diffusione. Immagini indelebili che raccontano la battaglia contro il coronavirus, così piccolo, ma così potente da replicarsi a dismisura per formare una bestia inarrestabile. La costruzione vuole far riflettere su quanto succede ed esprimere la più profonda riconoscenza verso tutti gli operatori sanitari, eroi del nostro tempo, impegnati nel liberarci da questo incubo infernale.

 

Democrisia, di Lebigre e Roger

Mentre un branco di sparuti plutocrati panciuti si gongola ingozzandosi delle ultime risorse economiche e naturali della Terra, miliardi di persone vivono in bilico tra precarietà e povertà.
A narrare questa ingiustizia sociale è Charlie Chaplin che, con la sua visionaria ironia e grande umanità, ha saputo raffigurare nei suoi film con grande poesia la dignità di chi non baratta con niente la propria integrità.

 

Si può fare, di Luciano Tomei

Una pennellata di colore, buonumore e positività su un mondo grigio e triste. E’ ciò che ci invita a fare l’immaginario pittore al centro della costruzione, ricordandoci che “si può fare”, come recita il titolo di una famosa canzone di Angelo Branduardi. Perché alla fine il Carnevale è anche questo: far rigenerare la vita dopo la morte.

 

Vita, di Roberto Vannucci

Un inno alla vita. Un inno ai sentimenti, alle sensazioni, ai desideri e alle speranze che la scandiscono, fin dalla nascita. Un inno a ciò che abbiamo di più caro e unico. Perché la vita va goduta in ogni suo istante.
A suonare questa celebrazione non poteva che essere Ezio Bosso, straordinario talento artistico, al quale è dedicata la costruzione.

 

Carri di seconda categoria

Be the change, di Priscilla Borri e Antonino Croci

Come uno splendido fiore di loto, da sempre simbolo di rinascita, Rita Levi Montalcini ha rappresentato per oltre un secolo l‘icona del cambiamento. A lei si deve la scoperta della proteina NGF dando inizio allo sviluppo delle neuroscienze. Ha dovuto lottare sia contro le leggi razziali del 1938, in quanto ebrea, sia con il mondo della ricerca, in quanto donna. Ha dedicato la sua vita a incoraggiare i giovani nella ricerca affinché fossero essi stessi protagonisti del cambiamento. Proprio di fronte all‘emergenza sanitaria… be the change!

 

Applausi, dei Fratelli Breschi

Applausi, tantissimi e meritati, a tutti gli italiani che con forza e spirito di sacrificio hanno affrontato l’emergenza sanitaria. Il grande tricolore è il simbolo della Comunità, mentre il clown bianco al centro della costruzione e le maschere rappresentanti delle Regioni, icone di un pensiero positivo, esprimono la commovente solidarietà, in cui, dopo il lockdown, tutti ci siamo identificati per rialzare la testa.

 

Europafest, di Marzia Etna e Matteo Lamanuzzi

Dopo la grande crisi sanitaria ed economica  l’Europa vorrebbe ripartire con una grande festa sulle orme di una immaginaria Oktoberfest. Auspicio o sogno impossibile?
A dare il via è la cancelliera tedesca Angela Merkel, che ancora tiene le fila del potere nel Vecchio Continente. Però attenzione, perché i leader italiano, francese, inglese e spagnolo potrebbero finire inghiottiti dalla festa ed “affogare” nella birra. E allora prosit. Con la speranza di non finire tutti affogati.

 

Uno, nessuno e centomila, di Carlo Lombardi

“Imparerai a tue spese che lungo il tuo cammino incontrerai ogni giorno milioni di maschere e pochissimi volti”. Ispirandosi all’omonima opera di Luigi Pirandello il costruttore ci invita a riflettere sulla moltitudine di maschere che la quotidianità ci porta ad indossare. Sono così tante da non riconoscere più chi siamo, mentre la nostra identità si frantuma in centomila.
La costruzione è dunque una metafora della vita dell’uomo di oggi, così mutevole ed illusoria.

 

L’Orlando furioso, di Franco Malfatti

La lucida follia della società contemporanea è il tema della costruzione, raccontato attraverso la citazione del capolavoro di Ludovico Ariosto.
Orlando impazzisce per amore, l’uomo contemporaneo, invece, perde il senno della ragione per il bombardamento di notizie false e contrastanti, che scatenano incertezza, irrequietezza e folle confusione.

 

Mascherate in gruppo

Il diario di Anne, di Silvano Bianchi

Anne Frank, colpevole di essere ebrea, trascorse due anni della sua vita nascosta in un alloggio segreto, scrivendo il suo diario. All’interno racconta paure, ma anche sogni e speranze per il futuro. Coraggiosa e tollerante, nonostante la sua condizione, manteneva fiducia nell’umanità. Oggi come farfalle le sue speranze vivono ancora libere, attraverso tutte le persone che sognano un mondo migliore.

 

Gioco di K’Arte a Korte, di Michele Canova, con la collaborazione artistica del Maestro Gionata Francesconi

Ogni carta gioca la sua sorte ed ogni corte ha il suo gioco. Re e Regine, Fanti e Guerrieri si schierano in un gioco che ha sempre un rischio ed un fascino della vita. Dame, cavalieri e re sfilano felici in una giostra di colori e di conquiste tutte da vivere insieme ad amori e onori.
Intrecciavano i loro sguardi rivolti al futuro mentre pensano che solo la bellezza ci salverà. Ed in questo Carnevale 2021 evviva il gioco di K’Arte a Korte.
La costruzione è un omaggio a Emanuele Luzzati nel centenario della sua nascita.

 

Tu sei il mio mondo, di Edoardo Ceragioli

Il messaggio della costruzione sta nel gesto istintivo di una bambina che protegge gli occhi del suo orsacchiotto per impedirgli di vedere i mali del mondo.
L’uomo, causa egli stesso di questi mali, deve rendersi conto che, davanti agli orrori della nostra contemporaneità, è necessario risvegliare quella coscienza che nel crescere sembra essersi perduta.

 

Vola solo chi osa farlo, di Roberto De Leo e Vania Fornaciari

Il mondo di oggi ha ancora bisogno di sognare; per questo le favole sono sempre attuali. Come quelle di Luis Sepùlveda, che hanno divertito e commosso generazioni di lettori. L’amore per la natura, la generosità, la solidarietà, la memoria ed il coraggio sono alla base delle sue storie, per riscoprire valori e legami immortali.

 

Senatori a vitae, di Stefano Di Giusto

Chi siede sulle poltrone di Palazzo Madama difficilmente se ne vuole andare. Negli anni molti Sena-tarli si sono insinuati nei buchi per rosicchiare privilegi. Dai vecchi idoli che hanno fatto la storia della Repubblica ai nuovi ambiziosi senatori che vorrebbero occuparla per sempre, è aperta la corsa alla poltrona più ambita: quella di senatori a vita. Chi riuscirà a rimanere per sempre avvitato all‘agognato scranno?

 

Un mondo di plastica, di Giampiero Ghiselli e Maria Chiara Franceschini

La plastica è diventata uno dei principali problemi di inquinamento dei nostri giorni. Milioni di tonnellate avvelenano mari e pesci, mettendo a rischio il nostro futuro. L’ultima speranza è riposta nei bambini, prime vittime dell’abuso di materiali plastici di cui sono fatti i loro giochi. Ma anche i primi ad accogliere messaggi per un corretto riuso, grazie alla loro sterminata fantasia e alla loro voglia di diventare adulti civili, che vivono in un mondo ecologico.

 

Madama Butterfly, di Giacomo Marsili

Omaggio artistico alla struggente storia d’amore raccontata dall’Opera senza tempo del Maestro Giacomo Puccini. Il costruttore narra, attraverso il linguaggio della cartapesta, il personaggio di Cio Cio San, il suo mondo culturale, le sue virtù e passioni. E nella leggerezza della farfalla la simbologia di un amore profondo che arriva all’anima della vita.

 

La famiglia alternativa, di Libero Maggini

La famiglia Addams, alternativa ma classica allo stesso tempo, è l’icona per raffigurare il dibattito sul quale si scontra la politica. Da un lato i benpensanti che vedono solo i modelli precostituiti, dall’altro chi guarda più al sentimento che alla forma. Nel mezzo i personaggi della bizzarra famiglia più famosa della letteratura e del cinema, un po’ strampalati e grotteschi ma uniti da grande affetto.

 

Mascherata in gruppo

Da vicino nessuno è normale, di Matteo Raciti

Le malattie mentali prendono forma allegorica e ci ricordano l’importanza di riconoscere la follia come parte integrante dell’essere umano.
Ad aprire la scena è Marco Cavallo, l’animale in cartapesta che nel 1973 fu simbolo di liberazione per i pazienti dell’ultimo ospedale psichiatrico gestito da Franco Basaglia a Trieste, rappresentando la rottura del sistema da parte dei cosiddetti matti, che conquistarono la società dei presunti sani.

 

Maschere isolate

Aladino, di Federica Bonetti

 

Non sto più nella pelle!, di Susanna Carofiglio

 

Mai Stati Uniti, di Andrea Giulio Ciaramitaro

 

Che Conte?, di Michele Deledda

 

Il potere nascosto, di Michelangelo Francesconi

 

Nella gabbia d’oro, di Serena Mazzolini

 

The show must go on, di Lorenzo Paoli

 

Per quei miseri euro, di Andrea Scaccianoce

 

Baciami ancora, di Edoardo Spinetti

 

Che bambola!, di Alessandro e Paolo Vanni