Cinema, a Seravezza l’omaggio ad Agnès Varda

ATTENZIONE, in base al Decreto della presidenza del Consiglio dei ministri dell’8 marzo 2020, tutte le attività di cinema, teatri e musei sono sospese fino al 3 aprile 2020.

 

 

Inizia mercoledì 11 marzo con “Varda par Agnès” la retrospettiva di film della regista Agnès Varda, al Cinema Scuderie Granducali di Seravezza

 

È stata la prima regista donna a ricevere un Oscar alla carriera. Ha realizzato film per 70 anni, facendo sentire la sua voce, unica, nel coro della nouvelle vague francese. Nata nel 1928 in Belgio, Agnés Varda è scomparsa un anno fa, il 20 marzo 2019.

A lei la Cineteca di Bologna dedica una retrospettiva: tre appuntamenti, e cinque film, che in Versilia saranno presentati dalle Scuderie Granducali di Seravezza, a partire da mercoledì 11 marzo. Tutti gli appuntamenti sono il mercoledì, alle 21,15, con replica il sabato successivo alle 18. Di seguito il programma.

 

Mercoledì 11 e sabato 14 marzo
Varda par Agnès

Il primo film in programma è un documentario in cui la stessa regista racconta sé stessa, realizzato nel 2019.
“Nel 1994”, ha spiegato Varda, “in coincidenza con una retrospettiva alla Cinémathèque française, ho pubblicato un libro intitolato Varda par Agnès. 25 anni dopo, lo stesso titolo viene dato al mio film fatto di immagini in movimento e di parole. Il progetto è lo stesso: fornire le chiavi della mia opera”.
Il film si divide in due parti, dedicate una al XX e la seconda al XI secolo. Dal primo film, La Pointe courte del 1954 a Visages, Villages del 2017. Oltre ai film, Varda parla dei suoi documentari, delle installazioni d’arte, della fotografia, che è stata la “prima vita” di Varda.
“Potremmo chiamarla ‘lezione magistrale’, ma non mi sento una maestra e non ho mai insegnato”, ha aggiunto. “Non mi piace l’idea. Non volevo farne una cosa noiosa. Così si svolge in un teatro pieno di gente, o in un giardino, e cerco di essere me stessa e di trasmettere l’energia o l’intenzione o il sentimento che voglio condividere. È quello che chiamo ‘cinescrittura’, in cui le scelte partecipano a qualcosa che si chiama ‘stile’”.

 

Mercoledì 18 e sabato 21 marzo
Réponse de femmes e Cléo dalle 5 alle 7

Il primo film, del 1975, è la replica di Varda a una domanda di Antenne 2, che chiese a sette registe di rispondere in sette minuti alla domanda: “Che cos’è una donna?”. Agnès Varda risponde con un ciné-tract: alcune donne discutono di sesso, desiderio, pubblicità e bambini (averne o non averne). Una donna nuda e incinta che danza e ride a squarciagola suscitò allora proteste scritte di alcuni telespettatori.

In Clèo dalle 5 alle 7 (1962) la protagonista è una graziosa, capricciosa, narcisista chanteuse parigina, convinta che “essere brutte è come essere morte”. L’attesa di un responso radiologico la mette a confronto con la vera mortalità, mentre una Parigi-verité le scorre intorno. Risposta matura, e femminile, ai tanti ritratti di donna godardiana.

 

Mercoledì 25 e sabato 28 marzo
Salut les cubains e Daguerréotypes

Salut le cubains è un dinamico e gioioso montaggio di mezz’ora, a ritmo di cha-cha-cha, di foto scattate all’indomani della rivoluzione castrista. Realizzato nel 1963, con il commento di Michel Piccoli.

Daguerréotypes è invece del 1974. Agnès, con la figlia Rosalie, esce in strada e filma. La strada è Rue Daguerre, nel 14° arrondissement, dove ha abitato per cinquant’anni. La sua cinepresa interroga le vite di bottega, i negozianti della via, cerca e trova la concreta poesia delle baguettes croccanti, delle bistecche fresche di taglio, delle stoffe cucite a mano. Intanto ascolta storie, che sono talora storie di migrazioni, di gente che ha cercato e trovato un posto nel mondo. Se ci si aspetta il fascino di una Parigi che non c’è più, l’attesa è ripagata. E come ha scritto Richard Brody sul New Yorker, Daguerréotypes è “uno dei grandi documentari moderni, che ha fondato un nuovo genere, l’antropologia dell’affetto”.