Fabio Viale, “Black Fist” alla Galleria Poggiali di Pietrasanta

Inaugurazione sabato 27 luglio per la mostra “Black Fist” alla Galleria Poggiali di Pietrasanta, con le tre opere “Black Fist”, “Kouros” e “Torno Subito”

 

Tra opere: Black Fist, il pugno in marmo nero che dà il titolo alla mostra, Kouros, in marmo bianco, e Torno Subito, in acciaio. È articolata in questi tre lavori la personale di Fabio Viale che si inaugura sabato 27 luglio a Pietrasanta, nelle due sedi in città della Galleria Poggiali: via Garibaldi 8 e la Ex Fonderia Luigi Tommasi.

 

La mostra

Presente al Padiglione Venezia della Biennale 2019 con 13 monumentali opere in marmo e pigmenti, Fabio Viale (Cuneo, 1975) espone a Pietrasanta tre lavori appositamente concepiti per l’esposizione. Due di questi sono realizzati per la prima volta. Kouros (alto circa 90 centimetri), l’epidermide di un busto in plastica torsione, in marmo bianco, con tatuaggi in inchiostro nero appartenenti al linguaggio della mafia russa. Il Kouros è appeso in parete come una traccia atavica, sorprendentemente dismesso dal piedistallo. E Black Fist (47x44x33 centimetri), una mano che indossa un guanto nero chiusa a pugno, realizzata in marmo nero con sorprendete minuziosa qualità nei dettagli della pelle nera e nelle pieghe anatomiche.

Il terzo lavoro, Torno subito (180x180x20 centimetri ciascuno) è invece un doppio acciaio specchiante accostato ad angolo retto su due pareti contigue, sul quale sono applicati circa dodici metà di aerei di carta sottilissimi in marmo bianco la cui riflessione genera l’illusione della loro interezza.

 

Viale e la Versilia

Il legame di Fabio Viale con la Versilia si rigenera costantemente, a partire dalla selezione del marmo, dopo la vittoria del primo premio Henraux nel 2012, la mostra alla Galleria Poggiali nel 2015 e quella al Fortino di Forte dei Marmi del 2017.

Con questi tre lavori l’artista amplifica i più conosciuti temi della propria poetica. L’allusione ideale della leggerezza del marmo con Torno Subito, la qualità maniacalmente iperrealistica delle superfici delle sculture, sostenuta dallo spiazzamento percettivo, come in Black Fist. E i tatuaggi con Kouros. Qui la scultura compie il passaggio per il quale non vi è più un rapporto gerarchico tra l’opera ed il proprio piedistallo e si avvicina ad una dimensione così contemporanea, nella propria attualità, da far pensare alle pitture parietali delle grotte di Lascaux nel Paleolitico superiore.

Il video apparso su Instagram di Black Fist in via di ultimazione ha raccolto circa 22mila visualizzazioni in poche ore. Ciò non esaurisce affatto il dibattito sulla liceità dei social. Ma certifica di fatto la fascinazione per quest’opera, e conferma la capacità dell’arte il ruolo di generare stupore e creare connessioni inattese. E quella dell’artista di abbracciare la storia dell’espressione dell’uomo dai primordi ad oggi.

Black Fist stesso, la cui lavorazione ha richiesto oltre cinque mesi, prosegue il filone delle opere realizzate in marmo nero come Orbitale, una camera d’aria annodata così strettamente da essere sul punto di esplodere, esposta per la prima volta nella personale a Monaco di Baviera al Glypthotek Museum nel 2018 ed adesso presso la sede della Galleria Poggiali dell’Ex Fonderia d’arte Luigi Tommasi.

 

Il messaggio

Fabio Viale ha attraversato da sempre il tempo storico in senso inverso rispetto a quanti citano il passato con accademica nostalgia. Il Tempo storico e quello dell’arte sono per lui tempo presente, una stratificazione di memorie che lasciano emergere un sentimento di eternità incolmabile che tuttavia si riproduce ogni volta con l’apparizione-appropriazione di forme e proporzioni classiche. Una statua intera, un busto, un frammento, come Door Release, il dito di Costantino realizzato con tatuaggi della mafia russa, anch’esso esposto nella sede dell’Ex Fonderia della Galleria.

L’artista piemontese si è sempre misurato con la realizzazione in marmo giocata sullo spiazzamento percettivo di cassette di legno o pneumatici inanellati restituendo una nuova visibilità alla realtà più vera del vero, dissimulando i materiali e strappandoli così alla loro natura di scarto (come il polistirolo) o alla loro consunzione, come le gomme ricoverate per terra dopo l’usura.

 

Info

Cosa: Fabio Viale, Black Fist
Dove: Galleria Poggiali, via Garibaldi 8 – Ex Fonderia d’Arte Luigi Tommasi, via Marconi 48, Pietrasanta
Quando: dal 27 luglio al 30 agosto 2019
Orario: da martedì a domenica: 18-24; sabato e domenica anche 10,30-12,30
Per informazioni: tel. 055.287748, sito web www.galleriapoggiali.com , email info@galleriapoggiali.com