Ghiglia, classico e moderno. Al Centro Matteucci per l’arte moderna di Viareggio

L’appuntamento estivo del Centro Matteucci per l’Arte Moderna di Viareggio con Oscar Ghiglia, il più italiano ed insieme il più europeo degli artisti italiani d’inizio Novecento. Una mostra monografica in programma fino al 4 novembre.

 

“Oscar Ghiglia. Classico e moderno” è la mostra curata da Elisabetta Matteucci e proposta per la stagione estiva 2018 (in programma fino al 4 novembre) dal Centro Matteucci per l’Arte Moderna di Viareggio.

Con una monografica selezionatissima, accanto ai capolavori più noti di colui che, in modo del tutto personale, ha saputo aggiornare la lezione di Fattori, si propongono, per la prima volta, una ventina di opere fondamentali che sino ad ora, mai erano uscite  dai raffinati salotti di un collezionista d’eccezione.

Fu Modigliani a definirlo così “In Italia non c’è nulla, sono stato dappertutto. Non c’è pittura che valga. Sono stato a Venezia, negli studi. In Italia, c’è Ghiglia. C’è Oscar Ghiglia e basta”. Una affermazione che ha contrastato con il silenzio che invece ha accompagnato Ghiglia dopo la morte. Condizione riservata, come osservava Carlo Ludovico Ragghianti nel 1967 in occasione della mostra “Arte Moderna in Italia. 1915-1935”, a quell’intera generazione d’artisti penalizzata dal “giudizio negativo sul fascismo”.

È con gli studi di Raffaele Monti e Renato Barilli della metà degli anni settanta, confluiti in una serie di mostre monografiche rivelatrici di un grande talento, che il livornese comincia ad essere preso in considerazione, rappresentando un “caso” che incarna, in termini esemplari, la cultura figurativa dei primi decenni del Novecento. Una pittura, la sua, priva di contaminazioni anche per il tratto umbratile e scontroso del personaggio, non molto aperto alle relazioni, spesso in contrasto anche con amici vicini, come Giovanni Papini e Amedeo Modigliani.

Formatosi nella Firenze “modernista” delle mostre rivoluzionarie della Promotrice e di Palazzo Corsini, da autodidatta di grande talento, Ghiglia si rivela tra i più ricettivi alle nuove istanze cosmopolite, declinanti in una pittura di pura invenzione, dove classico e moderno idealmente si fondono. A cogliere in anticipo l’essenza di questo doppio registro è Llewelyn Lloyd che definisce l’arte dell’amico “originalissima non somigliante a nessun’altra, che non ha punti di riferimento né coi macchiaioli toscani né con l’impressionismo francese”. Nell’estrema generosità, il giudizio tralascia, però, i poli essenziali di riferimento: Fattori e Cézanne, dei quali Ghiglia ha percepito l’elevata caratura, rapportandovisi come ad un magistero più che come ad un modello .

Negli oltre quaranta capolavori in mostra tali radici emergono inequivocabilmente, sebbene il livornese non abbia mai smesso di guardare al di là delle Alpi.

 

Cosa: “Oscar Ghiglia. Classico e moderno”

Dove: Centro Matteucci per l’Arte Moderna  (via Gabriele D’Annunzio, 28) – Viareggio

Quando: fino al 4 novembre 2018. Orari: dal 6 luglio al 9 settembre: mar / ven 17.30 – 22.30 ; sab / dom 10.00 – 13.00; 17.30 – 22.30;  dal 11 settembre al 4 novembre: gio / ven 15.30 – 19.30 ; sab / dom 10.00 – 13.00; 15.30 – 19.30, martedì e mercoledì : gruppi; lunedì chiuso.

Biglietti: € 8,00 | Ridotto € 5,00 |

Informazioni: tel. 0584 430614  www.cemamo.it