Lucca Film Festival: i 14 partecipanti al concorso

Ecco i 14 lungometraggi che parteciperanno alla prossima edizione del Lucca Film Festival e EuropaCinema, dal 13 al 21 aprile. Tutti i film sono in prima italiana

 

Molti sono europei: francesi, tedeschi, belgi, ungheresi… Ma ci sono anche partecipanti provenienti da Canada, Iran, Israele, America Latina, Stati Uniti. È la ricca lista dei 14 film che concorreranno al concorso internazionale del Lucca Film Festival e Europa Cinema, dal 13 al 21 aprile tra Lucca e Viareggio.

Tutti i film saranno in prima italiana.

I film si contenderanno il premio per il Miglior film, che verrà assegnato dalla giuria composta dal presidente Rutger Hauer e dai giurati Philip Gröning, Roberto Manassero, Veronica Raimo e Ysée Brisson.

Parteciperanno inoltre alla competizione per il Miglior lungometraggio – giuria universitaria, che sarà deciso da una giuria di studenti e per la Menzione d’onore della giuria popolare, realizzata in collaborazione con il Circolo del Cinema di Lucca e il Cineforum Ezechiele 25,17.

La selezione ufficiale è stata curata da Nicolas Condemi, Stefano Giorgi e Martino Martinelli, del comitato artistico del festival.

Le proiezioni si terranno al Cinema Centrale di Lucca.

 

I film in gara


All the Gods in the Sky
(Tous les dieux du ciel) di Quarxx (Francia, 2018)
15 aprile, ore 18,30

Simon è un uomo sulla trentina che lavora in una fabbrica e vive confinato in una fattoria fatiscente da solo con la sorella minore Estelle, gravemente disabile fin da bambina in seguito a un gioco che ha avuto un esito disastroso. Nonostante il profondo rimorso che prova e la violenza del mondo che lo circonda, Simon nutre la speranza disperata di salvare sua sorella liberandola dal peso del mondo. E se la loro salvezza provenisse da “loro”?

The Day After I’m Gone di Nimrod Eldar (Israele, 2019)
14 aprile, ore 17

Yoram, un veterinario cinquantenne che vive a Tel Aviv, è costretto a riconsiderare il suo rapporto con la figlia adolescente Roni dopo aver scoperto il desiderio di quest’ultima di porre fine alla propria vita. Yoram decide quindi di portarla in viaggio per fare visita alla famiglia della madre: un processo di scoperta, sia reciproca che di se stessi, che si svolge in un deserto primordiale che circonda il Mar Morto.

Dollhouse: the eradication of female subjectivity from american popular culture di Nicole Brending (USA, Canada, 2018)
14 aprile, ore 18,45

La fittizia pop star ragazzina Junie Spoons non può proprio prendersi una pausa (e non può neanche raccontare la sua stessa storia) in questa selvaggia e forsennata commedia sulla psicologia che sta dietro alla misoginia – la prospettiva mancante della soggettività femminile. Realizzato grazie alla puppet animation e raccontato con uno stile simile a quello dei documentari della serie Behind the Music sul canale VH1, il film ricostruisce l’ascesa e la caduta della carriera di Junie mentre la sua vita è spiattellata su tutti i mezzi di comunicazione e raccontata da coloro che sostengono di conoscerla (un avido produttore discografico, una madre narcisista, un’amica opportunista, alcuni ex fidanzati…).

Those who work (Ceux qui travaillent) di Antoine Russbach (Svizzera, Belgio, 2018) 14 aprile, ore 15

Frank, un uomo d’azione che si è fatto da solo, dedica tutta la sua vita al lavoro. Giorno e notte, Frank è al telefono per gestire le navi mercantili che noleggia per grandi compagnie. Ma nel momento in cui deve affrontare una situazione di crisi, prende una decisione brutale e per questo viene licenziato. Profondamente scosso, tradito da un sistema al quale aveva dato tutto, dovrà gradualmente rimettersi in discussione per salvare l’unico legame che ancora abbia importanza per lui: il rapporto che è riuscito a mantenere con la sua figlia più giovane, Mathilde.

This teacher di Mark Jackson (Usa, 2018)
16 aprile, ore 16,45

Il film segue la vicenda di Hafsia, una donna francese di religione musulmana, mentre viaggia verso New York per fare visita alla sua migliore amica d’infanzia. Quando l’incontro tra le due si rivela disastroso, Hafsia ruba la carta di credito e l’identità dell’amica e scompare in una remota baita nel nord dello Stato. Nel profondo dei boschi e da sola per la prima volta nella sua vita, Hafsia sperimenta una rivelazione divina di un’esistenza priva di confini. Ma quando scoprirà di non essere sola in quella proprietà, il soggiorno di Hafsia nella natura si trasformerà gradualmente in un terrificante studio sul sospetto e l’intolleranza che la donna si troverà di fronte, e che creano il ritratto di un’America islamofoba.

A family submerged (Familia sumergida) di María Alché (Argentina, Brasile, Germania, Norvegia, 2018)
15 aprile, ore 17

È estate a Buenos Aires e la sorella di Marcela è improvvisamente venuta a mancare. Mentre affronta questo lutto, Marcela deve anche occuparsi della dolorosa incombenza di liberare l’appartamento di sua sorella dai suoi averi, dalle fotografie, dai cimeli di famiglia. Quando Nacho, un giovane amico di sua figlia, si offre di aiutarla, Marcela trova in lui un conforto inaspettato e il loro rapporto si evolve man mano che i due si godono gite e avventure insieme. Durante questi giorni difficili e confusi, il passato e il presente di Marcela si intrecceranno e lei inizierà a mettere in discussione il proprio senso di sé, mentre l’urgenza della vita di tutti i giorni comincia a farsi sentire.

Ako di Nabi Gholizadeh (Iran, 2018)
19 aprile, ore 15

Al gran bazar di Teheran ogni prodotto ha la sua storia e ogni facchino ha il suo segreto. Ako non vuole che qualcuno scopra il suo.

The best of Dorien B. di Anke Blondé (Belgio, 2019)
18 aprile, ore 17

La trentasettenne Dorien ha una fiorente clinica veterinaria, due bambini adorabili e un marito di successo. Tutto sembra perfetto, almeno in apparenza. Tuttavia c’è qualcosa che non va. Non sa esattamente quando sia successo, ma in qualche punto del suo cammino le cose hanno cominciato ad andare storte. Il film è un dramma misurato, umano e dalla comicità molto asciutta. O forse una commedia drammatica sulle opportunità create dalla sfortuna.

Killer Kate! di Elliot Feld (Usa, 2018)
17 aprile, ore 15

Kate e sua sorella Angie non si parlano da quando quest’ultima è andata al college e ha lasciato Kate da sola a prendersi cura del padre malato. Sette anni dopo essersene andata, in segno di riconciliazione, Angie invita Kate al proprio addio al nubilato – un weekend in un’isolata casa di montagna, prenotato su una nuova app di home sharing. Le donne non sanno che prenotando questa casa stanno entrando in una trappola congegnata da una disturbata famiglia di assassini.

Zero impunity di Nicolas Blies e Stéphane Hueber-Blies (Lussemburgo, Francia, 2018) 18 aprile, ore 19

Un ambizioso progetto transmediale è il fulcro di una campagna globale per porre fine all’impunità per la violenza sessuale nei conflitti armati. Una combinazione di giornalismo investigativo e attivismo, che attraversa zone di guerra, aule di tribunale e celle di prigioni, per fare luce sui meccanismi che consentono di far passare sotto silenzio i crimini sessuali e mettere a tacere i sopravvissuti. Un documentario per chiedere a gran voce giustizia, esortandoci ad agire.

Eternal Winter (Örök tél) di Attila Szász (Ungheria, 2018)
18 aprile, ore 15

Natale 1944. I soldati sovietici invadono l’Ungheria e portano via da un piccolo villaggio le giovani donne di etnia tedesca per trasportarle in un campo di lavoro sovietico dove saranno costrette a lavorare nelle miniere di carbone in condizioni disumane. Qui Irén incontra Rajmund, anche lui prigioniero, che le insegna a sopravvivere. Irén è determinata a tornare a casa dalla figlia piccola e dalla sua famiglia, ma la storia e il destino hanno un piano diverso: Irén e Rajmund si innamorano. Il film è tratto da una storia vera ed è il primo lungometraggio sulle 700 mila vittime ungheresi dei campi di lavoro sovietici, le cui storie sono rimaste ignote per oltre 70 anni.

Bait di Mark Jenkin (Uk, 2019)
20 aprile, ore 15

Martin Ward è un pescatore senza una barca. Suo fratello Steven ha riadattato l’imbarcazione che era del padre in un battello turistico. Con la loro casa d’infanzia ormai adibita ad alloggio per turisti, Martin è stato costretto a trasferirsi nella proprietà che si trova al di sopra del pittoresco porto. Mentre la sua lotta per riportare la famiglia nel luogo originario crea sempre maggiori attriti con i turisti e gli abitanti del posto, una tragedia che colpisce al cuore la famiglia di Martin cambia il suo mondo.

O beautiful night di Xaver Böhm (Germania, 2019)
19 aprile, ore 16,30

Sebbene sia giovane, Juri vive con la costante paura di morire. Gli attacchi di panico notturni per lui fanno parte della routine, ma una notte si imbatte in una figura oscura che afferma di essere la Morte incarnata. Inizia così un bizzarro viaggio faustiano che dura per tutta la notte, durante il quale Juri incontra Nina e si innamora di lei. Ma alle prime luci dell’alba uno dei due dovrà morire.

Thirty (Dreissig) di Simona Kostova (Germania, 2019)
19 aprile, ore 18.30

24 ore nella vita di un gruppo di amici, poco più che trentenni, a Berlino. Si ritrovano per festeggiare il compleanno di uno di loro, e decidono di dare una svolta alle loro giornate opprimenti con un’incursione nell’eccitante vita notturna berlinese, girovagando per le strade e i bar di Neukölln alla ricerca di un piccolo premio, una ricompensa per tutto ciò che hanno sopportato durante il giorno.

 

Cosa: Lucca Film Festival – EuropaCinema: il concorso
Quando: dal 13 al 19 aprile
Dove: cinema Centrale, via di Poggio 36, Lucca
Biglietti: abbonamento 20 euro (ridotto 15); giornaliero 9 euro (8 euro ridotto); singolo evento 5 euro (ridotto 4 euro)
Per informazioni: www.luccafilmfstival.it

 

Nella foto: Ako, di Nabi Gholizadeh