Lucca: fino al 30 agosto la mostra “Storie del Novecento in Toscana”

Prorogata fino al 30 agosto, al Lucca Center of Contemporary art, la mostra Storie del Novecento in Toscana. Soffici, Viani, Rosai, Maccari, Marcucci, Venturi: dal ritorno all’ordine alla conquista del “disordine”

 

Una rilettura della Toscana figurativa del ’900, fra tradizione e avanguardia, classicità e modernismo, accademismo e evoluzione: è la mostra Storie del Novecento in Toscana, in corso dal 25 gennaio al Lu.c.c.a. – Lucca Center of Contemporary Art del capoluogo toscano.

Mostra che, dopo la chiusura legata all’emergenza sanitaria, è ora riaperta, con una proroga fino al 30 agosto 2020.

In esposizione, oltre 80 opere di autori come Soffici, Viani, Rosai, Maccari, Marcucci, Venturi. Artisti che, come recita il sottotitolo, segnano il passaggio “dal ritorno all’ordine alla conquista del disordine”.

La mostra, curata da Maurizio Vanni e Piero Pananti, presenta alcuni capolavori prestati dai maggiori collezionisti e archivi italiani. E narra la storia del ’900 figurativo in Toscana.

“A partire dal primo conflitto mondiale, molti artisti e intellettuali rividero i propri pensieri sulle Avanguardie e, superata l’esperienza futurista, si assistette a un vero e proprio “ritorno all’ordine”, sostenuto dalla rivista Valori plastici”, spiegano i curatori. “Si cercavano risposte rassicuranti nel passato per ritrovare nella cultura classica l’identità nazionale”.

 

I protagonisti

Nei primi decenni del XX secolo, la Toscana ebbe una vita artistica molto intensa. Comparvero sulla scena Mino Maccari e Mario Marcucci, che all’inizio risentirono dell’influenza del post-macchiaiolismo. Il primo si indirizzò poi verso una satira arcaica di matrice espressionista, mentre Marcucci si rivolse a un post-impressionismo intimista con slanci espressionisti.

Ardengo Soffici si rifaceva al Futurismo, personalizzandolo. Tra il 1913 e il 1914 fondò, insieme a Giovanni Papini, la rivista Lacerba, con cui collaborava anche Ottone Rosai, che caratterizzava le sue opere con un senso soggettivo di forza drammatica.

Nel 1917, sulla rivista La Voce si iniziò a parlare dell’importanza del recupero dei valori plastici e delle forme artistiche primitive sopra le quali codificare il nuovo secolo. Il ritorno all’ordine rassicurava.

Lorenzo Viani, al suo rientro dall’esperienza parigina (1908-10), “violò” l’ordine unendo la lezione di Fattori al segno duro e incisivo dell’Espressionismo nordico.

Anche Marcucci diede prova di pittura libera e scarso interesse per il segno classico con opere legate a soggetti tratti dall’ambiente domestico e familiare.

Nel 1936 tornò a Firenze Venturino Venturi, dopo un lungo soggiorno in Francia e in Lussemburgo. Fin da subito propose opere grafiche e scultoree che risentivano di suggestioni primordiali e tribali della scultura di Modigliani tradotte attraverso essenzialità e sintesi personali. Ormai la eco classica era del tutto superata. La conquista del disordine diventava uno stile di vita.

 

Info

Cosa: Storie del Novecento in Toscana. Soffici, Viani, Rosai, Maccari, Marcucci, Venturi: dal ritorno all’ordine alla conquista del “disordine”
Dove: Lucca Center of Contemporary Art, via della Fratta 36, Lucca
Quando: dal 25 gennaio al 30 agosto 2020
Orari: da martedì a venerdì dalle 14 alle 18; sabato e domenica dalle 11 alle 18
Biglietti: intero 10 euro / ridotto 8 euro
Per informazioni: tel. 0583 492180, sito internet: www.luccamuseum.com, email: info@luccamuseum.com

 

Nella foto: Ardengo Soffici, I pini, 1924 (particolare)