Poesia, a Pietrasanta il Premio Carducci

Sabato 27 luglio la 63a edizione del Premio Carducci, a Pietrasanta, con la premiazione in piazza Duomo. E un’anteprima, venerdì 26, al Caffè della Versiliana

 

Sarà proclamato sabato 27 luglio, nel corso della serata in piazza Duomo, a Pietrasanta (ore 21,30), il vincitore della 63a edizione del Premio Carducci, dedicato alla poesia.

Tre i finalisti, selezionati dalla giuria presieduta da Ilaria Cipriani: Antonella Anedda, Italo Testa e Jacopo Ramonda

La premiazione sarà accompagnata da due eventi collaterali.

Venerdì 26 luglio (ore 18,30) dal talk show al Caffè della Versiliana dedicato alla poesia, alla presenza dei tre finalisti e con la partecipazione di Emox Balletto, per le coreografie di Beatrice Poleschi

Sabato 27 luglio alle 11, a Valdicastello, saranno premiati i ragazzi vincitori del premio scuola.

 

I finalisti

Con Historiae (Einaudi editore, 2018) Antonella Anedda (Roma, 1955) ci fa vedere le figure dell’invisibile, racconta le tragedie dei migranti affogati nei nostri mari o la vita di chi va a cercare qualche avanzo nei cassonetti dei rifiuti. Immagini che riportano alla luce ciò che non si vuole vedere e che si intrecciano a incursioni nella lingua sarda e ad elaborazioni di lutti personali. Come se non ci fosse differenza tra pubblico e privato e l’angoscia fosse tutt’una.

Ne L’indifferenza naturale (Marcos y Marcos, 2018) di Italo Testa (Castell’Arquato, 1972) un grande fondale accoglie senza alcuna pulsione il desiderio di felicità dell’esistenza, il suo tentennare tra pieno e vuoto. Tutto appare stupendamente indifferente, sordo al turbamento umano, alla fatica dell’essere che in quel paesaggio si muove a tentoni, ammirato e annichilito.

Il tema dell’identità e dell’omologazione nella società contemporanea è al centro del libro di Jacopo Ramanda (Savigliano, 1983) Omonimia (Interlinea, 2019). Si avverte un senso di spaesamento in una società caratterizzata da una condizione di precariato che non investe la sola sfera lavorativa e che mostra un vero e proprio culto della personalità. I social network esaltano e spettacolarizzano la presunta unicità di ogni individuo, come in un talent show della mediocrità, finendo invece per alimentare conformismo e massificazione.