Teatro, a Carrara la “Traviata” di Lella Costa

Mercoledì 8 e giovedì 9 gennaio 2020, alla Sala Garibaldi di Carrara, Lella Costa interpreta “Traviata”, scritto con Gabriele Vacis

 

Violetta e la signora delle camelie, Maria Callas e Marilyn Monroe. Un pianoforte, un tenore e un soprano. E Lella Costa a tirare le fila di uno spettacolo che parla di amore e passione, di donne e uomini, di moralità e di “intelligenza del cuore”. È Traviata, che Lella Costa porta in scena mercoledì 8 e giovedì 9 gennaio alla Sala Garibaldi di Carrara (ore 21).

 

Lo spettacolo

Costa è anche l’autrice, assieme a Gabriele Vacis (che firma la regia), del testo. Un testo che ha più di 15 anni, ma che mantiene tutta la sua attualità.

Partendo dalla Traviata di Giuseppe Verdi e da La signora delle camelie di Alexandre Dumas, Costa ripercorre la storia di Violetta, in un dialogo impossibile con lei e con Alfredo.

Ma nel racconto entra anche la contemporaneità, attraverso due dive come Maria Callas e Marilyn Monroe.

E accanto alle arie d’opera di Verdi, ecco le musiche di Franco Battiato, Tom Waits e Marianne Faithfull.

Sul palco, insieme a Lella Costa, Davide Carmarino al pianoforte, Francesca Martini, soprano, e Giuseppe Di Giacinto, tenore.

 

L’intelligenza del cuore

Musica e storie sono lo spunto per parlare di “intelligenza del cuore”: quella “che viene messa in campo quando si ama: la capacità di cambiare la propria vita quando sfugge, restituirle un appiglio quando sembra scivolare via”, spiega l’attrice-autrice.

E di donne lontane ma simili, perché, “ogni donna è stata ed è una bellissima bambina, troppo spesso trasformata in merce da chi non riesce a comprenderne il bisogno d’amore e di cura”.

 

Info

Cosa: Traviata, con Lella Costa
Quando: mercoledì 8 e giovedì 9 gennaio 2020, ore 21
Dove: Sala Garibaldi, via Verdi, Carrara
Biglietti
: da 19 euro (17 il ridotto) a 9 euro (8 il ridotto)
Prevendita: biglietteria della Sala Garibaldi; per informazioni, tel. 0585/777160, email salagaribaldi@comune.carrara.ms.it

 

Foto di Roberto Ricci