Teatro: a Seravezza “L’abisso” di Davide Enia

Giovedì 14 febbraio, alle Scuderie Granducali di Seravezza, Davide Enia porta in scena il suo ultimo spettacolo L’abisso

 

Elisabetta Salvatori, direttrice artistica della stagione teatrale di Seravezza, lo definisce senza esitazione “un capolavoro”. È L’abisso, il più recente lavoro di Davide Enia, attore, drammaturgo e romanziere che giovedì 14 febbraio lo porta in scena alle Scuderie Granducali di Seravezza (ore 21,15).

Il testo si inserisce alla perfezione nel teatro di narrazione che è la cifra stilistica della sala seravezzina. E lo fa affrontando quello che è il tema più drammatico della nostra attualità: le migrazioni. Un’attualità che si fa Storia davanti ai nostri occhi.

 

Dolore pubblico e dolore privato

Lo spettacolo è tratto dal romanzo Appunti per un naufragio, che Enia ha pubblicato per Sellerio e che l’anno scorso ha vinto il Premio Mondello.

Il racconto prende le mosse da uno degli innumerevoli sbarchi sull’isola di Lampedusa.

A partire da una forte esperienza, dal toccare con mano la disumana tragedia degli sbarchi – si legge nella presentazione dell’opera – Enia dà voce ai volontari, agli amici d’infanzia, alle testimonianze dei ragazzi che approdano miracolosamente sull’isola.

Nel racconto, il dolore “pubblico” dei migranti si affianca a quello privato: la malattia che colpisce lo zio del protagonista, fratello del padre che lo accompagna in un viaggio a Lampedusa.

 

Una nuova epica

“Il primo sbarco l’ho visto a Lampedusa”, racconta Enia. “A guadagnare la terra erano in tantissimi, ragazzini e bambine per lo più. Stravolti, stanchissimi, confusi, erano 523 persone sottratte alla morte in mare aperto. Con me c’era mio padre quel giorno. Assistemmo insieme a qualcosa di smisurato: era la Storia ciò che stava accadendo davanti ai nostri occhi. La Storia che si studia nei libri e che riempie le pellicole di film e documentari. La Storia che anima i dibattiti e determina il corso degli eventi. Vederla accadere mi aveva lasciato completamente senza parole”.

La messa in scena fonde diversi registri e linguaggi teatrali: i canti dei pescatori, intonati lungo le rotte tra Sicilia e Africa, e l’arte dei cantastorie palermitani. Ma l’elemento epico, spiega Enia, si sposta “dallo scontro tra i paladini a un nuovo campo di battaglia: il mare aperto, quando il salvataggio è una questione di secondi, le manovre sono al limite dell’azzardo, la velocità di scelta determina tutto quanto”.

L’allestimento dello spettacolo si avvale della collaborazione del chitarrista e compositore Giulio Barocchieri.

 

Davide Enia

Nato a Palermo nel 1974, Davide Enia ha debuttato nel 2002 con Italia-Brasile 3 a 2 (premio Ubu speciale 2003).
Nel 2003 ha vinto il Premio Tondelli al Premio Riccione con Scanna che debutta con la sua regia, alla Biennale di Venezia nel 2004.
Seguono gli spettacoli maggio ’43, I capitoli dell’infanzia, Il cuoco.
Tra i romanzi ricordiamo Così in Terra (Baldini e Castoldi Dalai) e Appunti per un naufragio (Sellerio).

 

Cosa: L’abisso, di e con Davide Enia
Quando: giovedì 14 febbraio, ore 21,15
Dove: Scuderie Granducali, via del Palazzo 124, Seravezza
Biglietti: 16 – 12 – 10 euro (ridotti: 14 – 12 – 8 euro)
Prevendita: mercoledì 13 e giovedì 14 febbraio dalle 10 alle 13, segreteria Fondazione Terre Medicee, Palazzo Mediceo (telefono 0584 756046, e-mail segreteria@terremedicee.it) e su www.vivaticket.it

 

Foto di Gianluca Moro