Teatro: la stagione 2021/22 alla Sala Garibaldi di Carrara

Si parte il 24 novembre con Ascanio Celestini. In cartellone anche Silvio Orlando, Leo Gullotta, Maria Amelia Monti, Marina Massironi, Sandro Lombardi

 

Ci sarà anche una rassegna dedicata al pubblico delle famiglie nella programmazione della Sala Garibaldi di Carrara. Ma la stagione vera e propria, realizzata in collaborazione dal Comune e dalla Fondazione Toscana Spettacolo, inizia il 24 novembre, con l’ultimo spettacolo di Ascanio Celestini, dedicato a Pier Paolo Pasolini.

 

Il programma
Ascanio Celestini, Museo Pasolini

La stagione si apre mercoledì 24 e giovedì 25 novembre (ore 21 come per tutti gli spettacoli), con la prima regionale del nuovo spettacolo di Ascanio Celestini, Museo Pasolini.

Attraverso le testimonianze di uno storico, uno psicanalista, uno scrittore, un lettore, un criminologo, un testimone che l’ha conosciuto, Celestini rappresenta un ipotetico museo dedicato al grande poeta, scrittore e regista. Qual è il pezzo forte del Museo Pasolini? Quale oggetto dobbiamo cercare? Quale oggetto dovremmo impegnarci a acquisire da una collezione privata o pubblica, recuperare da qualche magazzino, discarica, biblioteca o ufficio degli oggetti smarriti? Cosa siamo tenuti a fare per conservarlo? Cosa possiamo comunicare attraverso di lui? E infine: in quale modo dobbiamo esporlo?

 

Silvio Orlando, La vita davanti a sé

Martedì 30 novembre e mercoledì 1° dicembre Silvio Orlando porta in scena La vita davanti a sé.

Pubblicato nel 1975 e adattato per il cinema nel 1977, al centro di un discusso Premio Goncourt, La vita davanti a sé di Romain Gary è la storia di Momò, bimbo arabo di dieci anni che vive nel quartiere multietnico di Belleville nella pensione di Madame Rosa, anziana ex prostituta ebrea che ora sbarca il lunario prendendosi cura degli “incidenti sul lavoro” delle colleghe più giovani. Un romanzo commovente e ancora attualissimo, che racconta di vite sgangherate che vanno alla rovescia, ma anche di un’improbabile storia d’amore toccata dalla grazia. Silvio Orlando ci conduce dentro le pagine del libro con la leggerezza e l’ironia di Momò diventando, con naturalezza, quel bambino nel suo dramma. Un autentico capolavoro “per tutti” dove la commozione e il divertimento si inseguono senza respiro. Inutile dire che il genio di Gary ha anticipato senza facili ideologie e sbrigative soluzioni il tema dei temi contemporaneo: la convivenza tra culture religioni e stili di vita diversi.

 

Sandro Lombardi e Sandro Lombardi, Antichi maestri

Antichi maestri di Thomas Bernard, con Sandro Lombardi e Martino D’Amico, è lo spettacolo in programma giovedì 16 dicembre. Una produzione della Compagnia Lombardi-Tiezzi, per la drammaturgia di Fabrizio Sinisi e la regia di Federico Tiezzi.

Nella Sala Bordone della Pinacoteca di Vienna un uomo si siede e guarda un famoso quadro di Tintoretto. Scopriremo che compie questo rito ogni due giorni da più di trent’anni. Un secondo uomo, più giovane, rimane in piedi sulla soglia della sala vicina e osserva il primo uomo che guarda il quadro. Un terzo uomo – uno dei custodi della Pinacoteca – osserva entrambi.

È questo il diagramma di Antichi maestri, uno fra gli ultimi e più straordinari esempi della narrativa di Thomas Bernhard, qui trasformato da Federico Tiezzi e Sandro Lombardi (già pluripremiati con il bernhardiano L’apparenza inganna) in un vero e proprio studio teatrale sulla funzione dell’arte, i limiti della bellezza, la nevrosi della modernità, l’angoscia della solitudine, la disperazione della marginalità.

 

Maria Amelia Monti e Marina Massironi, Il marito invisibile

La stagione prosegue mercoledì 12 e giovedì 13 gennaio: Maria Amelia Monti e Marina Massironi portano in scena Il marito invisibile, scritto e diretto da Edoardo Erba.

Una videochat fra due amiche cinquantenni, Fiamma e Lorella, che non si vedono da tempo. I saluti di rito, qualche chiacchiera, finché Lorella annuncia a sorpresa: “mi sono sposata”. La cosa sarebbe già straordinaria per sé, vista la sua proverbiale sfortuna con gli uomini. Ma diventa ancora più incredibile quando lei rivela che il nuovo marito ha “non proprio un difetto, una particolarità”: è invisibile. Fiamma teme che l’isolamento abbia prodotto danni irreparabili nella mente dell’amica. Si propone di aiutarla, ma non ha fatto i conti con la fatale, sconcertante, attrazione di noi tutti per l’invisibilità. Il Marito invisibile di Edoardo Erba è un’esilarante commedia sulla scomparsa della nostra vita di relazione. Le due protagoniste ci accompagnano con la loro personalissima comicità in un viaggio che dà i brividi per quanto è scottante e attuale.

 

Balletto Civile, Concerto fisico

Spazio alla danza giovedì 20 gennaio con Concerto fisico. Una produzione Balletto Civile, coreografia e regia di Michela Lucenti, drammaturgia sonora di Tiziano Scali e Maurizio Camilli.

Concerto fisico è una partitura fisica e vocale che ripercorre i quindici anni di storia di Balletto Civile. Un greatest hits sghembo e storto che non ha niente di nostalgico per raccontare la storia di un gruppo attraverso i racconti di cui si è fatto veicolo. Poi tutto scompare, risucchiato negli sguardi, come non fosse mai esistito.

Lo spettacolo è ispirato al Bardo Tödröl Chenmo, il libro tibetano dei morti, che descrive le esperienze che l’anima cosciente vive nell’intervallo di tempo fra la morte e la rinascita. Questo intervallo si chiama, in tibetano, bardo.

 

Veronica Pivetti, Stanno sparando sulla nostra canzone

In cartellone, giovedì 10 e venerdì 11 febbraio, anche Stanno sparando sulla nostra canzone, di Giovanna Gra, con Veronica Pivetti.

America anni venti, anni d’oro e ruggenti. I baci e gli abbracci non sono più un pericolo, l’epidemia di spagnola è un lontano ricordo. In ogni pentola, o quasi, frigge un pollo. Gli scampati corteggiano le sopravvissute. Siamo in pieno proibizionismo, la malavita prospera e con essa un folto sottobosco di spregiudicati.

Veronica Pivetti è Jenny Talento, una spiritosa e sensuale fioraia, ma in realtà spacciatrice d’oppio, che finisce col cedere alle avances di un fallito e truffaldino giocatore di poker.

Uno spettacolo incalzante dalle atmosfere retrò, travolte e stravolte da un allestimento caratterizzato da insegne colorate, occhiali scuri, calze a rete, mitra e canzoni. E dall’esplosiva esuberanza di un mondo risorto alla vita.

 

Sara Betelà e Anna Della Rosa, Sorelle

Sorelle, di Pascal Rambert, con Sara Betelà e Anna Della Rosa, è lo spettacolo in programma lunedì 21 febbraio.

Una resa dei conti tra due sorelle: una lotta violenta parola contro parola, corpo contro corpo, per dirsi solamente l’amore che provano l’una per l’altra. Sorelle parte da un conflitto familiare per assumere in maniera raffinata e sottile una visione geopolitica perturbante e poeticamente inedita.

Primo allestimento italiano di Sorelle: un testo del pluripremiato drammaturgo Pascal Rambert che ne cura anche la regia, guidando sul palco due interpreti d’eccezione, Sara Bertelà e Anna Della Rosa.

 

Roberto Andò, Ditegli sempre di sì

La stagione prosegue martedì 1° e mercoledì 2 marzo con Ditegli sempre di sì di Eduardo De Filippo, diretto da Roberto Andò.

Ditegli sempre di sì è uno dei primi testi scritti da Eduardo, un’opera vivace, colorata il cui protagonista è un pazzo metodico con la mania della perfezione; una commedia molto divertente che, pur conservando le sue note farsesche, suggerisce serie riflessioni sul labile confine tra salute e malattia mentale. In Ditegli sempre di sì la pazzia di Michele Murri è vera, infatti è stato per un anno in manicomio e solo la fiducia di uno psichiatra ottimista gli ha permesso di ritornare alla vita normale. Michele è un pazzo tranquillo, socievole, cortese, all’apparenza l’uomo più normale del mondo, ma in verità la sua follia è più sottile perché consiste essenzialmente nel confondere i suoi desideri con la realtà che lo circonda; eccede in ragionevolezza, prende tutto alla lettera, ignora l’uso della metafora, puntualizza e spinge ogni cosa all’estremo. Tornato a casa dalla sorella Teresa si trova a fare i conti con un mondo assai diverso dagli schemi secondo i quali è stato rieducato in manicomio; tra equivoci e fraintendimenti alla fine ci si chiede: chi è il vero pazzo? E qual è la realtà vera?

 

Francesco Sframeli, Spiro Scimone e Gianluca Cesale, Il cortile

Premio Ubu 2004 come miglior testo italiano, in scena, giovedì 24 marzo, Il cortile di Spiro Scimone, con Francesco Sframeli, Spiro Scimone e Gianluca Cesale.

Peppe, Tano e Uno, i protagonisti de Il cortile, vivono fra vecchie motociclette e spazzatura in una discarica degna di qualche desolante suburbio della più povera delle metropoli. Sono tormentati dalla decadenza fisica e affetti da una sorta di malinconia per i tempi migliori. Tre uomini-bambini con i loro piccoli gesti, con il bisogno d’ascoltarsi, con il gusto del gioco. Disperati all’apparenza, ma, nel loro cortile, nessuno può togliergli il piacere di giocare.

Lo spettacolo alterna crudele astrazione e poetico realismo, innesta le domande più aspre del presente nelle piccole ossessioni della quotidianità, con un ritmo comico e una precisione che non lasciano scampo. Un testo di grande verità e allo stesso tempo completamente surreale, nel quale il tragico ha anche effetti esilaranti: si ride molto, ma senza mai smettere di pensare.

 

Leo Gullotta, Bartleby lo scrivano

Martedì 5 e mercoledì 6 aprile sul palco della Sala Garibaldi arriva Leo Gullotta, protagonista di Bartleby lo scrivano, nell’adattamento di Francesco Niccolini.

Francesco Niccolini immagina una Wall Street di più di un secolo fa. Una giornata qualunque nello studio di un avvocato, gentile e anonimo. Un ufficio popolato da due impiegati che si odiano, una segretaria civettuola e una donna delle pulizie molto attiva. Un giorno viene assunto un nuovo scrivano, Bartleby, ed è come se in quell’ufficio fosse entrato un vento che manda all’aria il senso normale delle cose e della vita. Copia e compila diligentemente le carte che il suo padrone gli passa, fino a quando un po’ di sabbia finisce nell’ingranaggio e tutto si blocca: un giorno Bartleby decide di rispondere a qualsiasi richiesta con una frase che è rimasta nella storia: “avrei preferenza di no”. Solo quattro parole, dette sottovoce, senza violenza e senza senso, un gentile rifiuto che paralizza il lavoro e la logica e sconvolge tanto l’ufficio che la vita del datore di lavoro. Da quel momento Bartleby si spegne: sta inerte alla scrivania, poi in piedi per ore a guardare verso la finestra. Il fatto è che Bartleby, semplicemente, ha deciso di negarsi. Perché? Quando lo scopriremo, sarà troppo tardi.

 

Filippo Brunelleschi nella divina proporzione

Fuori abbonamento un progetto speciale per le scuole superiori e l’Accademia di Belle Arti

Mercoledì 14 dicembre alle ore 21 e giovedì 15 dicembre alle ore 10,30 Filippo Brunelleschi nella divina proporzione. Un progetto prodotto da Krypton, con Roberto Visconti, ideato e diretto da Giancarlo Cauteruccio, realizzato per i 600 anni dalla fondazione della Cupola di Santa Maria Del Fiore (1420-2020). La drammaturgia è di Giancarlo Di Giovine, le musiche sono firmate da Gianni Maroccolo.

Il corpo, il pensiero, la solitudine e il carattere forte e impenetrabile di colui che fece della prospettiva e della simmetria gli strumenti della bellezza non più dettata dal caso, ma dalla ragione, il calcolo, la matematica e la luce chiamata a sovrastare il buio e l’ombra medievale.

Cauteruccio con la sua lunga esperienza di sperimentatore delle arti sceniche, propone un viaggio visionario che coniuga il teatro con le nuove tecnologie. Uno spettacolo sulla vita di un uomo simbolo che, pur di raggiungere i traguardi prefissati, “sacrifica” il proprio benessere per darsi interamente al manifestarsi della propria opera.

 

Da sabato 11 dicembre la stagione per il pubblico delle famiglie (inizio spettacoli ore 16).

Quattro appuntamenti, da dicembre a febbraio, pensati per i più piccoli e le loro famiglie.

 

Raperonzolo

Sabato 11 dicembre Raperonzolo di Enrico Spinelli. Una produzione Pupi di Stac, con Carlo Staccioli e Ursel Rippe ai burattini.

La celebre fiaba con la perfida strega e la giovinetta imprigionata nella torre è qui allietata dalla presenza del leprottino Frinfo e movimentata da un inseguimento addirittura in sala fra gli spettatori. Non manca il lieto fine preceduto dalla necessaria bastonatura della “cattiva”.

Il principino Filippo non ama stare a Palazzo e va sempre a giocare in campagna, dai contadini Rosa e Berto che non hanno figli. Finalmente Rosa è incinta e desidera tanto mangiare dei raperonzoli che crescono vicino ad un rudere. Nonostante la proibizione del marito la donna coglie un rametto. La Strega, padrona degli ortaggi, obbliga Rosa a consegnarle la nascitura, pena la morte. Raperonzolo cresce in prigionia, su di un’alta torre: quando la madre/strega la chiama da fuori getta le trecce e la tira su. La matrigna dona alla ragazza tre oggetti magici, ma non sa che alla fine saranno gli strumenti della propria rovina. Il principe Filippo, ormai grande, cerca di salvarla ma la strega lo trasforma in leprotto. Dopo un movimentato inseguimento il padre della giovane bastona la strega che poi finisce infondo ad un lago. Gran finale con il principe Filippo che sposa Raperonzolo e i poveri genitori finalmente rasserenati.

 

Il pesce Gaetano

Il pesce Gaetano, di e con Vania Pucci, è lo spettacolo prodotto da Giallo Mare Minimal Teatro in programma sabato 22 gennaio.

Gaetano è un pesciolino curioso dalla grande coda, che è nato nella sorgente. Un giorno decide di andare a conoscere il mondo e si butta nella cascata; da lì arriverà nel ruscello, nel fiume, e poi nel mare. Quanti incontri farà Gaetano in questo lungo viaggio, alcuni paurosi altri piacevoli: i pesci grigi, il granchio, l’allodola ed infine l’orata. Ma Gaetano tornerà alla sua casa o continuerà il suo viaggio? Gli ambienti e i personaggi narrati sono realizzati con la tecnica del sand art, in diretta e con immagini e sfondi multimediali.

 

Chi ha paura di Denti di Ferro?

La rassegna dedicata al pubblico delle famiglie prosegue sabato 12 febbraio. Danilo Conti porta in scena Chi ha paura di Denti di Ferro?

La storia della strega Denti di Ferro trae le sue origini da un racconto della tradizione popolare della Turchia e narra di tre fratelli a cui è stato detto di non avventurarsi nel bosco per evitare l’ira della malvagia strega che vive lì. Un giorno i ragazzi decidono di andare contro il volere del fratello più giovane, si perdono mentre cala l’oscurità e, in lontananza, vedono il lume di una casa. Sono accolti da una vecchina che offre loro cibo e un letto per la notte. I due fratelli maggiori entrano volentieri ma il più piccolo segue con riluttanza perché sospetta che quella sia davvero la casa della strega della quale erano stati avvertiti.  Quella di Denti di Ferro è una storia che si inserisce a pieno titolo nella tradizione popolare delle storie di magia e di queste mantiene tutti i tratti caratteristici: la strega che vive nel fitto di un bosco, isolata, e che non vuole essere disturbata; i bimbi che, incauti, sono attratti dalla curiosità di scoprire se esista veramente.

 

Il gatto con gli stivali

Chiude la rassegna, sabato 26 febbraio, Il gatto con gli stivali con Soledad Nicolazzi, per la regia di Marco Ferro.

Dopo la sperimentazione attraverso lo streaming, Campsirago Residenza presenta un nuovo spettacolo, che, partendo dalla drammaturgia originale del racconto digitale, mette in scena Il gatto con gli stivali dal vivo e in presenza. Uno spettacolo di narrazione immaginato e scritto per una sola interprete dove, al ritmo palpitante di musica elettronica, la celebre fiaba prende vita e narra il riscatto e l’ascesa di uno dei tanti ultimi dimenticati della società. L’ambientazione è un luogo di periferia abbandonato, una terra di nessuno che sorge ai confini di una discarica. Cappelli bucati, scarpe di tela consumate, dentiere usurate: questo è lo scenario che fa da sfondo a una storia raccontata tutta d’un fiato, con toni divertiti e tempi serrati, dove un ragazzino tormentato dalla fame trova l’amore e riesce a salvarsi.

 

Info

Ufficio Cultura, tel. 0585 641419

Sala Garibaldi, via Verdi, 54033 Carrara, tel. 0585 777160, email salagaribaldi@comune.carrara.ms.it

 

Nella foto in alto, Ascanio Celestini