Trame d’estate a Seravezza, fra lirica e politica

Sabato 3 agosto il festival letterario Trame d’estate a Seravezza ospita due appuntamenti: il primo dedicato ai teatri lirici toscani, il secondo, con Antonio Padellaro, alla politica italiana

 

All’ora dell’aperitivo si parlerà di teatri lirici. Alla sera di politica, con l’ex direttore del Fatto Quotidiano Antonio Padellaro.

Sono i due appuntamenti di sabato 3 agosto a Seravezza per il festival letterario Trame d’estate, in corso fino al 4 agosto.

Entrambi gli incontri si svolgeranno nel cortile del Palazzo Mediceo.

 

All’Opera!

Alle 19 si parlerà di teatri e di opera, con le giornaliste Elisabetta Arrighi e Lisa Domenici, autrici del libro All’Opera! (Programma Editoriale, 2019).

Il testo racconta del Gran teatro all’aperto di Torre del Lago e del Giglio di Lucca, del Goldoni di Livorno e del Verdi di Pisa. Sono i templi toscani della lirica, con le loro storie e i molti protagonisti (cantanti, direttori d’orchestra, registi). E con le rappresentazioni delle opere dei grandi maestri, a iniziare dai toscanissimi Giacomo Puccini, Pietro Mascagni e Alfredo Catalani.

Con le due autrici ci saranno il musicologo e critico Fulvio Venturi e il direttore artistico del Giglio Aldo Tarabella.

 

Il gesto di Almirante e Berlinguer

Nella seconda parte della serata, alle 21,30, Trame d’Estate propone l’incontro con Antonio Padellaro, ex direttore del Fatto Quotidiano. Padellaro ha da poco pubblicato il libro Il gesto di Almirante e Berlinguer (PaperFirst, 2019). E la presentazione sarà un’occasione per riflettere sui valori e sui modi della politica italiana di ieri e di oggi.

Nel volume Padellaro rivela i retroscena degli incontri che Giorgio Almirante ed Enrico Berlinguer ebbero a più riprese a Montecitorio tra il 1978 e il 1979, quando i due leader erano  rispettivamente alla guida del Msi e del Pci.

“Almirante e Berlinguer avevano deciso di scambiarsi informazioni riservate”, si legge nel libro. “Ma i colloqui tra i due leader rappresentano anche un gesto, un modo nobile di intendere la politica di cui oggi, nell’era dei social e dell’insulto mediatico, non rimane più traccia”.

 

Nella foto, Antonio Padellaro