“Viareggio in maschera”: è uscito il magazine ufficiale del Carnevale

E’ uscita “Viareggio in maschera”, rivista ufficiale del Carnevale di Viareggio 2019: fotocronaca dei corsi mascherati, reportage sul lavoro dei maestri della cartapesta  e tanti articoli sulla storia della manifestazione. 

 

Torna “Viareggio in Maschera”, la rivista ufficiale del Carnevale, che dal 1921, ogni anno, racconta il Corso Mascherato.

Il Carnevale di Viareggio 2019 è dedicato alla donna ed anche la copertina della rivista vuole celebrare l’universo femminile attraverso una rielaborazione, 90 anni dopo, di quella della rivista del 1929.

La seconda e la quarta di copertina ospitano due speciali acquerelli con cui il celebre fumettista Paolo Mottura omaggia il Carnevale di Viareggio. Sergio Staino ha invece firmato la vignetta.

La fotocronaca del corso mascherato è affidata agli scatti di Paolo Mazzei e allo staff di FotoMania.

Quest’anno la rivista si avvale della preziosa collaborazione del Gruppo Fotografico Versiliese che ha realizzato speciali immagini dei particolari di tutte le costruzioni.

Mentre a firma di Christian Sinibaldi, fotografo del The Guardian, lo speciale reportage che svela il lungo lavoro negli hangar e le suggestioni del grande spettacolo sui Viali a Mare.

Tanti i contributi tra cui quelli a firma dello scrittore Sebastiano Mondadori, della direttrice dei Musei Roberta Martinelli, del direttore della Carnival Lab Academy Paolo Corti e del giornalista Adolfo Lippi.

Il progetto grafico è a cura di Aldo Raveggi. La rivista ufficiale, edita dalla Fondazione, ideata e fondata nel 1921 da Giuseppe Giannini ogni anno racconta il Carnevale con i suoi carri, le sue mascherate, gli eventi collaterali, la storia e tantissime curiosità.

Nuovi costumi per Burlamacco e Ondina

Nuovi costumi per Burlamacco e Ondina realizzati dalla costumista Sara Indelicato che ha studiato nel dettaglio i disegni originali del maestro Uberto Bonetti, papà delle due maschere ufficiali del Carnevale e, con un lungo lavoro di ricerca, ha realizzato i due abiti ricostruendo le mode dell’epoca a cui lo stesso Bonetti si era ispirato.